Dal convegno promosso da Pasquale Brunacci alle nuove frontiere della chirurgia toracica illustrate dal dottor Cosimo Lequaglie. Prevenzione, diagnosi precoce e assistenza: le questioni aperte per la Sibaritide e l'Alto Jonio
VILLAPIANA – Portare la conoscenza scientifica vicino ai cittadini, favorire il confronto tra specialisti e medici del territorio, richiamare l'attenzione delle istituzioni sulla prevenzione oncologica e sulle difficoltà che incontrano i malati e le loro famiglie. Sono questi gli obiettivi che hanno accompagnato il quarto incontro medico-scientifico dedicato alla «Situazione tumori nel territorio dell'Alto Jonio e nel Pollino. L'evoluzione e l'azione», svoltosi il 10 ottobre al Maritim Resort di Villapiana Scalo.
Un appuntamento promosso dall'Associazione Prevenzione Territorio Salute (APTS-APS), presieduta da Pasquale Brunacci, che ha riunito professionisti provenienti da importanti realtà sanitarie italiane, insieme a rappresentanti delle istituzioni, medici del territorio e cittadini interessati a comprendere meglio le prospettive della prevenzione e della cura.
Al centro dell'iniziativa non c'è soltanto la medicina nelle sue espressioni più avanzate. C'è anche una questione profondamente umana e sociale: il diritto delle persone ad affrontare una malattia grave potendo contare su informazioni affidabili, percorsi diagnostici tempestivi e assistenza adeguata, senza che la distanza dai grandi centri sanitari diventi un ulteriore ostacolo.
Pasquale Brunacci, una vita accanto ai malati
Per comprendere il significato dell'iniziativa bisogna partire da chi l'ha promossa.
Originario di Trebisacce, Pasquale Brunacci ha lavorato per oltre quarant'anni presso l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Un'esperienza professionale che gli ha permesso di conoscere da vicino non soltanto l'organizzazione di una grande struttura oncologica, ma anche le difficoltà affrontate dai pazienti provenienti dal Mezzogiorno e dalle famiglie costrette a spostarsi lontano da casa per cercare cure specialistiche.
A questa esperienza si è affiancato l'impegno sindacale, con la partecipazione al direttivo nazionale del Sindacato Generale di Base e l'attività svolta a tutela dei cittadini, dei lavoratori e delle persone più fragili.
Il suo interesse per la prevenzione oncologica non si è esaurito con la conclusione dell'attività lavorativa. Al contrario, Brunacci ha continuato a mettere a disposizione del territorio le conoscenze e i rapporti maturati nel corso degli anni, promuovendo occasioni d'incontro con medici, specialisti e ricercatori.
Il convegno di Villapiana si inserisce in questo percorso. Non si tratta, infatti, di un'iniziativa isolata, ma della quarta edizione di un appuntamento che negli anni ha cercato di mantenere viva l'attenzione sui problemi oncologici dell'Alto Jonio e del Pollino.
Anche la precedente edizione, dedicata alla prevenzione e alla salute, aveva evidenziato il ruolo di Brunacci come promotore e punto di riferimento dell’iniziativa.
Il merito di questo lavoro sta nell'aver cercato di avvicinare alla comunità locale competenze che normalmente si incontrano nei grandi ospedali e negli istituti di ricerca, creando un'occasione di confronto accessibile anche ai cittadini.
Il valore di un'iniziativa del genere non si misura soltanto dal prestigio dei relatori, ma dalla capacità di trasformare le conoscenze mediche in consapevolezza e, possibilmente, in risposte concrete per chi vive sul territorio.
Cosimo Lequaglie: la chirurgia toracica e le nuove prospettive nella cura del tumore polmonare
Tra tutti gli importanti interventi scientifici in programma, particolare rilievo ha avuto quello del dottor Cosimo Lequaglie, direttore del Dipartimento di Chirurgia Oncologica e Traslazionale dell'IRCCS Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata, a Rionero in Vulture.
Il tema affidatogli era «Tumore del polmone: prevenzione, screening, terapie innovative». Un argomento di grande interesse, sia per i progressi della medicina oncologica sia per le implicazioni che la prevenzione e la diagnosi precoce hanno sulla salute pubblica.
La sua esperienza nella chirurgia toracica oncologica è documentata anche dall'attività svolta al CROB, dove la sua équipe ha affrontato interventi complessi per tumori del polmone e dell'esofago. Tra le esperienze documentate figurano anche interventi che hanno utilizzato tecnologie avanzate per migliorare la pianificazione e l'esecuzione delle procedure chirurgiche.
Le immagini della presentazione scientifica mostrano alcuni degli argomenti affrontati: le tecniche chirurgiche mini-invasive e robot-assistite, l'organizzazione dell'intervento e il percorso che può seguire un paziente quando un esame radiologico evidenzia un addensamento polmonare.
Si tratta di aspetti differenti, ma strettamente collegati: individuare una possibile lesione, comprenderne la natura, stabilire il percorso diagnostico più appropriato e valutare le opzioni terapeutiche richiede un lavoro coordinato tra diverse competenze mediche.
La diagnosi precoce: quando il tempo può fare la differenza
Uno degli argomenti più significativi è quello dello screening mediante tomografia computerizzata a basso dosaggio, indicata con la sigla TC-LDCT.
Questa metodica consente di ottenere immagini dettagliate dei polmoni utilizzando una dose di radiazioni inferiore rispetto a quella di una TC convenzionale. In persone selezionate sulla base del rischio, può contribuire a individuare lesioni polmonari in una fase precoce, quando sono ancora prive di sintomi.
Il Ministero della Salute ha illustrato le iniziative avviate in Italia nell'ambito della Rete italiana screening polmonare, che prevedono la sperimentazione di percorsi di diagnosi precoce rivolti a soggetti ad alto rischio, insieme a interventi di prevenzione primaria, in particolare per favorire la cessazione del fumo.
È importante chiarire che lo screening polmonare non equivale a una TC prescritta indistintamente a tutti. La selezione dei partecipanti, la valutazione dei fattori di rischio e il successivo controllo degli eventuali reperti radiologici devono avvenire all'interno di percorsi clinici organizzati.
Le slide mostrate durante il convegno illustrano proprio alcuni passaggi di questo processo: l'esame iniziale, la gestione dei risultati sospetti, i controlli successivi e l'organizzazione di un programma di screening.
Il punto centrale è che la diagnosi precoce non dipende soltanto dalla disponibilità di una macchina diagnostica. Occorrono strutture capaci di accompagnare il paziente dall'esame iniziale agli eventuali approfondimenti, evitando che un risultato sospetto rimanga senza una risposta tempestiva.
Chirurgia mini-invasiva e robotica: l'evoluzione delle tecniche operatorie
Un altro aspetto documentato dalle slide riguarda l'evoluzione della chirurgia toracica.
Le immagini mostrano procedure con accessi chirurgici ridotti, l'impiego di sistemi robotizzati e la disposizione degli strumenti durante l'intervento. Queste tecniche, quando indicate, possono consentire di operare attraverso incisioni più contenute rispetto alla chirurgia tradizionale a cielo aperto.
La chirurgia mini-invasiva e quella robot-assistita non sono però soluzioni applicabili indistintamente a ogni paziente. La scelta dipende dal tipo e dallo stadio della neoplasia, dalle condizioni cliniche della persona e dalla valutazione dell'équipe specialistica.
L'evoluzione tecnologica amplia le possibilità a disposizione del chirurgo, ma richiede competenze specifiche, organizzazione, formazione e un'attenta selezione dei casi.
L'attività documentata del CROB conferma l'attenzione dedicata a queste prospettive. Nel gennaio 2024, per esempio, sono stati descritti interventi oncologici complessi che hanno integrato chirurgia toracica e tecnologie avanzate, tra cui l'utilizzo della realtà aumentata in un intervento per tumore polmonare.
Questo é il valore dell'approfondimento scientifico: aiutare il pubblico a comprendere che dietro le nuove tecnologie non ci sono soluzioni miracolose, ma strumenti che, se utilizzati correttamente, possono migliorare la pianificazione e la qualità delle cure.
La Sibaritide: conoscere il problema per affrontarlo
Se il contributo di Lequaglie e degli altri relatori hanno offerto l'occasione per approfondire la prevenzione e il trattamento di alcuni tumori, un altro tema centrale del convegno riguarda la situazione sanitaria del territorio.
Nel programma figurava l'intervento del dottor Francesco Graniti, medico di medicina generale di Cassano all'Ionio, dedicato allo stato dell'oncologia in Calabria, ai dati epidemiologici, alle reti assistenziali e alle prospettive future, con un riferimento specifico al rapporto tra criticità ambientali e risposte sanitarie nella Sibaritide.
È una questione che merita attenzione e che non può essere affrontata attraverso impressioni, allarmismi o rassicurazioni generiche.
Per comprendere la diffusione delle patologie oncologiche occorrono dati epidemiologici attendibili, confronti tra popolazioni e periodi differenti, studi scientifici e informazioni sulle caratteristiche dei servizi sanitari disponibili.
Allo stesso tempo, la tutela della salute richiede che le preoccupazioni dei cittadini siano ascoltate e che le istituzioni mettano a disposizione dati comprensibili e verificabili.
La presenza di criticità ambientali in un territorio non dimostra automaticamente un rapporto causale con una determinata patologia. Ma proprio per questo è necessario investire nella conoscenza, nella sorveglianza epidemiologica e nella prevenzione.
Per la Sibaritide, il confronto dovrebbe quindi proseguire su alcuni punti essenziali: quali dati sono disponibili sull'incidenza delle diverse forme tumorali? Quali sono i tempi di accesso agli accertamenti diagnostici? Quali servizi specialistici sono presenti e quali richiedono spostamenti fuori regione? Quali percorsi sono attivi per accompagnare i pazienti dalla diagnosi alla terapia?
Tutte domande che richiedono risposte documentate e un dialogo stabile tra strutture sanitarie, medici di famiglia, amministrazioni e cittadini.
Il diritto alla salute non può fermarsi alla diagnosi
Il tema della tutela sanitaria è stato affrontato anche dall'avvocato Claudio Roseto, con un intervento dedicato al diritto alla salute nei territori fragili, alla sicurezza delle cure, alla diagnosi tempestiva, all'informazione e alla tutela ambientale.
La questione riguarda un problema concreto: per chi riceve una diagnosi oncologica, la malattia rappresenta già una prova difficile. Se a questa si aggiungono viaggi, spese, difficoltà organizzative e incertezze sui percorsi assistenziali, il peso per il paziente e la sua famiglia può diventare ancora maggiore.
È il problema della cosiddetta migrazione sanitaria, particolarmente sentito nelle aree in cui l'accesso ad alcune prestazioni specialistiche richiede di raggiungere strutture lontane dal luogo di residenza.
Brunacci conosce questa realtà attraverso la propria esperienza professionale e ha posto proprio la necessità di collegare specialisti, medici locali e famiglie tra le motivazioni del suo impegno. In un'intervista pubblicata nei giorni successivi all'iniziativa, ha richiamato l'attenzione sulla necessità di una collaborazione concreta per orientare i pazienti e ridurre le difficoltà legate agli spostamenti.
Non si tratta necessariamente di pretendere che ogni trattamento possa essere effettuato in ogni ospedale. La specializzazione delle cure è spesso indispensabile. Si tratta, piuttosto, di assicurare che il cittadino sappia dove rivolgersi, che gli accertamenti siano organizzati in tempi adeguati e che il percorso terapeutico sia coordinato.
In questo senso, la prevenzione e la cura devono essere considerate parti di un unico sistema: la prima riduce i rischi e favorisce l'individuazione tempestiva delle malattie; la seconda deve garantire appropriatezza, continuità assistenziale e attenzione alla persona.
Dalla giornata di studio a un impegno continuativo
Il quarto incontro medico-scientifico di Villapiana, patrocinato dalla Regione Calabria, ha visto anche la partecipazione dei sindaci di Cerchiara, Giuseppe Ramundo e di Cassano all'Ionio, Gianpaolo Iacobini, mentre per Villapiana ha partecipato una delegata del sindaco.
Il programma ha affrontato numerosi altri temi: dai tumori cerebrali e dai gliomi maligni alle neoplasie mammarie e ginecologiche, dai tumori giovanili al carcinoma della prostata, fino all'oncologia di precisione, alla corretta alimentazione e al ruolo dell'anatomopatologo.
Un panorama ampio, che ha cercato di mettere in relazione competenze specialistiche diverse e aspetti complementari della lotta contro il cancro.
La presenza di medici e professionisti di differenti discipline ha rappresentato un'occasione per avvicinare il pubblico a una realtà scientifica in continua evoluzione. Ma il significato più importante dell'iniziativa va ricercato nella possibilità di mantenere aperto il confronto anche dopo la conclusione dei lavori.
L'importante ruolo di Pasquale Brunacci.
La sua iniziativa non si limita a riunire relatori prestigiosi per una giornata. Punta a portare sul territorio conoscenze, esperienze e occasioni di dialogo su un problema che riguarda direttamente la vita delle persone.
La sfida, adesso, è fare in modo che il confronto non rimanga confinato nelle sale di un convegno. Occorre continuare a lavorare sulla prevenzione, sulla diffusione di informazioni corrette, sull'accessibilità dei servizi e sulla disponibilità di dati epidemiologici chiari.
La speranza, quando si parla di tumori, non può essere soltanto una parola pronunciata durante una manifestazione, deve tradursi in percorsi sanitari più accessibili, diagnosi tempestive, assistenza qualificata e maggiore consapevolezza da parte dei cittadini.
In questa direzione è importante l'impegno di chi, come Brunacci, continua a promuovere iniziative di sensibilizzazione per offrire un contributo prezioso alla comunità.
Foto nel testo:
In alto: Pasquale Brunacci, presidente dell'Associazione Prevenzione Territorio Salute e promotore del quarto incontro medico-scientifico di Villapiana. La sua esperienza professionale presso l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è all'origine di un impegno che prosegue, anche dopo il pensionamento, attraverso iniziative dedicate alla prevenzione oncologica e alla tutela dei pazienti.
Al centro: Il dottor Cosimo Lequaglie, direttore del Dipartimento di Chirurgia Oncologica e Traslazionale del CROB di Rionero in Vulture, è intervenuto sul tema della prevenzione, dello screening e delle terapie innovative per il tumore del polmone.
In Basso: Alcune slide presentate durante il convegno illustrano il percorso di screening polmonare mediante TC a basso dosaggio, dalla selezione dei soggetti a rischio alla gestione dei risultati e agli eventuali controlli successivi.
Il Parterre






