Oggi, 26 settembre, la Chiesa celebra i Santi Cosma e Damiano, i Santi Medici, e a tutti coloro che portano questi nomi vanno i nostri più sinceri auguri.
Ma dietro la tradizione cristiana dei due fratelli medici e taumaturghi si nasconde una curiosa domanda: Cosma e Damiano sono realmente esistiti oppure il loro culto sarebbe stato costruito dalla Chiesa per sostituire un'antichissima coppia di divinità pagane, Castore e Polluce?
La risposta, come spesso accade quando si va molto indietro nel tempo, non è così semplice. Nel tempo, durante le mie innumerevoli visite al santuario dei SS Cosma e Damiano sito in San Cosmo Albanese, ne ho talvolta accennato ai miei ospiti e compagni di viaggio, sempre in modo vago però.
Le fonti cristiane su Cosma e Damiano sono relativamente tarde e le notizie storiche sulla loro vita sono scarse. La tradizione li vuole fratelli, medici e martiri durante le persecuzioni dell'imperatore Diocleziano. Il loro culto, però, si diffuse rapidamente nel Mediterraneo e i due divennero i grandi santi taumaturghi, gli anargiri, cioè coloro che curavano senza chiedere compenso.
Ed ecco comparie Castore e Polluce. I Dioscuri erano una coppia di fratelli inseparabili, originari della tradizione spartana, venerati come figure benefiche e salvifiche. Erano protettori dei naviganti, dei viaggiatori e di coloro che si trovavano in pericolo. Il loro culto si diffuse dalla Grecia fino alla Magna Grecia.
La somiglianza con Cosma e Damiano è certamente curiosa: due fratelli, una coppia inseparabile, figure protettrici e taumaturgiche, alle quali ci si rivolgeva per ottenere aiuto e salvezza.
(A Cassano c'é un quartiere chiamato "Pallice" dove la tradizione vuole che in cima al colle ci fosse un tempio dedicato ai dioscuri).
Ma possiamo davvero dire che la Chiesa abbia semplicemente sostituito Castore e Polluce con Cosma e Damiano? No, non abbiamo prove sufficienti per affermarlo. Anzi, il culto dei Santi Medici è documentato in Oriente e presenta una storia propria. È quindi più prudente pensare a un fenomeno più generale: quando il cristianesimo si diffuse nel mondo greco-romano, antiche esigenze religiose non scomparvero necessariamente; cambiarono destinatario.
Il fedele che un tempo si rivolgeva a una divinità guaritrice poteva continuare a chiedere la guarigione, ma ora attraverso un santo cristiano ed é il caso dei Dioscuri è particolarmente interessante proprio nella Magna Grecia, dove il loro culto era arrivato già in età antica. Anche in Calabria sono documentate testimonianze della loro presenza e della loro diffusione.
C'è poi un luogo calabrese che merita di essere ricordato: San Cosmo Albanese, nell'area dell'Eparchia di Lungro.
Qui sorge il Santuario dei Santi Cosma e Damiano, appartenente alla tradizione greco-bizantina. La sua storia è particolarmente antica: sul luogo dell'attuale santuario esisteva infatti un monastero basiliano dedicato ai due santi, documentato almeno dall'XI secolo. Una bolla di papa Urbano II del 1088-1089 ne attesta l'esistenza.
Il santuario è stato ufficialmente elevato a santuario diocesano nel 2000, ma la devozione popolare ha radici molto più profonde. Ancora oggi la festa del 26 settembre richiama pellegrini e fedeli, in un contesto nel quale la tradizione cristiana latina e quella greco-bizantina si sono incontrate e stratificate per secoli. Naturalmente, San Cosmo Albanese non dimostra alcuna continuità diretta con il culto di Castore e Polluce. Ma la sua esistenza ci ricorda quanto fosse antico e radicato il culto dei Santi Medici proprio in quella Calabria nella quale, molti secoli prima, aveva lasciato tracce profonde la cultura della Magna Grecia.
È dunque possibile parlare di una continuità culturale? Forse sì. Ma sarebbe azzardato parlare di una sostituzione deliberata: Via Castore e Polluce, arrivano Cosma e Damiano.
La storia delle religioni è probabilmente più complessa. Non sempre un culto viene cancellato: talvolta viene trasformato, reinterpretato, cristianizzato.
Quindi mi permetto di dire: accanto alla domanda "sono mai esistiti davvero Cosma e Damiano?" Se ne può porre un'altra, forse ancora più affascinante: "quanta parte dell'antico mondo dei Dioscuri è sopravvissuta, trasformata, nei Santi Medici che ancora oggi festeggiamo?"
È una domanda alla quale la Calabria, terra di antichissime stratificazioni greche, romane, bizantine e cristiane, potrebbe avere ancora qualcosa da raccontare.
Ma questa è soltanto una prima incursione nel problema. Continueremo a indagare, cercando nelle fonti storiche e archeologiche eventuali tracce di quella possibile continuità tra il mondo dei Dioscuri e il culto dei Santi Medici. Perché, qualche volta, dietro una festa religiosa sopravvive una storia molto più antica di quanto immaginiamo. Per il momento rinnoviamo gli AUGURI a tutti gli amici che portano i due bellissimi nomi: Cosma e Damiano.
Tonino Cavallaro






